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SANGE:MAIN:MACHINE PRESS

Ondalternativa ITA

Ready For The Show è il primo lavoro della band bolognese Sange Main Machine e si presenta subito bene, riesce a coinvolgere, riesce a stupire. E' fondamentalmente un album rock, si rifà molto al rock degli anni 70 e 80, ispirandosi a grandi band come Deep Purple e Whitesnake, ma contemporaneamente è un rock che cerca di innovare, che si presenta come nuovo. [...] Insomma, un bel connubio di generi e suoni messi li apposta per essere ascoltati con piacevole interesse. Complimenti alla band, e speriamo che continuino su questa strada!!


» 4/5 - Marco "John"


Rock Rebel Magazine ITA

[...] un debut album nel quale i brani sono legati tra loro raccontando un viaggio verso un mondo parallelo e dove, chi vi abita, sembra studiare l'essere umano nelle proprie abitudini ed azioni sia nel bene che nel male; un percorso che comincia con l'intro "Let The Show Begin" per lasciare spazio, dopo appena 42 secondi, all'interessante e pure rocker "Hate Sower" dotata di un chorus assai trascinante e un basso assolutamente in prima linea. Si prosegue con la Purple Rain style "The Demon Inside" dalle speciali sonorità retrò e dal chorus che apre le porte a una piacevole melodia e un solo altrettanto gradevole, mentre la successiva "Master Of The Grief" riecheggia il sound dei Thin Lizzy con un breve intermezzo soft quanto mai indovinato, atmosfera che si ripete per intero nella ballad "Goodbye" col picco massimo nel solo. Si torna al sound rock con "Wake Up Call" e dove Sange tira fuori la grinta a 360 gradi già dai primi secondi e non da meno nella successiva "Too Late For The Show" per un sound sempre più affascinante e che sfocia nel catchy refrain di "Shock Down The System" per una linea a sei, anzi, a dodici corde che accarezza da vicino gli Scorpions fine anni 70, primissimi 80 mentre spensierata e divertente suona "Photograph" per dare al cd anche un piccolo e apprezzato tocco solare. Ancora segnali Deep Purple in "Overtude By Nature", sicuramente tra i brani più interessanti in tutti i suoi 5 minuti e poco più, riesco a immaginarla durante una performance live pronta a catturare senza un attimo di sosta i fans già in delirio sin dalle 9 tracks precedenti, move style che prosegue con l'interessante "Thank You" (nemmeno a farlo apposta), soprattutto nella parte che precede il chorus e un finale assolutamente coinvolgente, ascoltare per credere. Si conclude il viaggio rock dei Sange Main Machine con l'acustica "Another Day" per una geniale complicità di chitarre tra Martelli e Gangemi, davvero niente male come l'intero "Ready For The Show" e che, a dispetto della datata tracklist, riesce a dare una tinta sempre verde a un sound omaggiato pregevolmente da Sangermano e compagni

» 4/5 - Francesco Cacciatore


Lords Of Metal NL

When I listen to an album like this ‘Ready For The Show’ I sometimes am a bit surprised about the fact that timeless hard rock still knows how to tickle my interest. I am trying to say here that I bump into a couple of titles every year that give me this universal “this is just fine” feeling. It doesn’t matter if these titles are brand new or more than thirty years old. And it also doesn’t matter that the songs are all written according to some sort of unspoken but still very clear rules. To me, this is what makes timeless hard rock sound timeless, and this is good.

» 80/100 - Tormentor Erich


Mundo Rock CO

[...] El disco abre con una breve intro para dar paso a "Hate Shower", toda una declaratoria de intenciones de lo que se viene: rock & roll sin concesiones, voces edulcoradas y solos de guitarras bastante interesantes. Uno de los puntos altos del disco está en el tema "Goodbye", la infaltable balada que inicia de manera pausada para ir creciendo hasta llegar al clímax. También destacan entre otros "Photograph" (que nada tiene que ver con el tema de Def Leppard) con esos simpáticos pseudorapeos. En conclusión, un gran disco recomendado para los amantes del rock en general. Cabe decir que la producción es bastante buena por parte del mismo Luigi quien deja cada instrumento en su punto exacto.

» 95% - Diego Ramirez


Disintegration ITA

Il risultato è questo “Ready for the Show” ovvero uno scrigno di dodici canzoni (come i segni dello zodiaco indicati sulla copertina) altamente hard rock e adrenaliniche. A scanso di equivoci è bene ammettere come il Sange abbia un timbro vocale che ricorda David Coverdale (fattore certamente positivo), a ciò si aggiunge un sound dei pezzi non lontano proprio dai Whitesnake di Coverdale e dai riff in stile Deep Purple (sentire “Shock Down the System”). Elementi che non snaturano comunque la direzione intrapresa da Sange, il quale è coadiuvato da Fabrizio “PinkMariachi” Gangemi, ex Discordia, e Lucio Martelli, ex Tarchon Fist, alle chitarre, Tiziano DeSiati al basso (Muppet Suicide, Black Madonna) e Beppe Montuori alla batteria (preceduto da Luca Gomedi, ex Basic Dreams). “Ready for the Show” è tracciato con riff robusti che si incidono nei neuroni dell’ascoltatore. Quando si giunge all’acustica e finale “Another Day” sorge una riflessione su come l’album abbia pezzi di ottimo livello, grazie ad un sound concreto e pescando, con stile, dal pozzo del passato.

» 7,5/10 Alberto Vitale

Rock Impression ITA

[...] E’ certo un disco che evidenzia un grande lavoro di squadra, frutto dell’impegno di un team compatto validamente guidato dal Sange, e pronto ad affrontare prosceni importanti, considerata la proposta, lo testimoniano l’epicheggiante “Master of the grief” ove si battono sentieri speed, rallentando quando il copione lo impone, mentre la ballata “Goodbye” si rivela esercizio di maniera. Ci pensa l’urlo di “Wake up” a riportarci alla realtà, dopo cotanto zuccherino, travolgendoci col suo irresistibile groove, l’assolo di “Too late for the show” spezza in due un pezzo sicuramente assai attuale, come “Shock down the system” che la segue, brani da sicura heavy-rotation in un programma rock (beh, mi ci sento coinvolto…), mentre tra “Photograph” e “Thank you”, episodi sotto la (elevata peraltro) media del disco, spicca la vagamente ac/dciana “Overturned by nature” ove i SMM ritornano all’eccellenza con un brano dall’ottima prova vocale e da begl’inserti melodici alternati a parti più grintose che inscatolano una sicura hit da cantare in coro ai concerti. L’acustica “Another day” (country?) suggella un’opera sicuramente personale e, sopra tutto, professionale; “Ready for the show” merita giusta attenzione, rischieremmo altrimenti di perderci una altra piccola perla del nostro valido underground.

» AM

Italian Metal ITA

[...] Il risultato è buono sicuramente: Sange è un cantante molto dotato e in tanti hanno già potuto saggiarlo, sia su disco sia dal vivo, e la band alle sue spalle, per quanto composta solamente di recente, è solida dal punto di vista tecnico. I brani scorrono via che è un piacere, accattivanti e facili da assimilare fin dal primo ascolto, sebbene l'intero album non lasci in fin dei conti un vero segno nell'ascoltatore, facendosi dimenticare in fretta. 'Ready for the Show' rimane così un lavoro di partenza da cui i Sange:Main:Machine possono puntare per migliorare ulteriormente nella loro proposta, riuscendo a convincere un pubblico che non sia unicamente quello più avvezzo a queste sonorità.

» 7/10 - Gabriele Nunziante

Roxx Zone ITA

Quando abbiamo saputo della dipartita di Luigi “Sange” Sangermano dai Tarchon Fist ci ha pervaso un po’ di tristezza, ma dopo l’ascolto di questo disco possiamo tranquillamente affermare che il vocalist ha trovato la propria strada. L’album infatti non fa che confermare ulteriormente la salute dell’hard rock nostrano, grazie a brani energici, melodici e frizzanti, sorretti dall’ugola di Sange e da una manipolo di ottimi musicisti, tra cui il preparatissimo chitarrista Lucio Martelli, anch’egli ex Tarchon Fist. Una volta inserito il cd nel lettore, difficilmente riuscirete a toglierlo, grazie all’altissima qualità delle canzoni che lo compongono, su tutte l’incalzante “The Demon Inside”, l’espressiva ballad “Goodbye” e l’orecchiabilissima “Shock Down The System”, che da sole valgono l’acquisto dell’album. Assieme all’esordio degli Hell In The Club una delle migliori prove tricolori di questo 2011 appena cominciato e se il buongiorno si vede dal mattino…


» 8,5/10 - Il Puggio

Hardsounds ITA

[...] Per grazia ricevuta Sange ci offre un pregevole hard rock ben costruito, ottimamente suonato e prodotto con tanta melodia esaltata da una voce a dire poco perfetta. Finalmente un prodotto che si distacca dallo sleaze ed affini fino ad ora prodotti dalla label nostrana, il disco forse più bello fino ad ora uscito, anche se si è in fervida attesa del full lenght dei Pompei Nights. Basti ascoltare "The Demin Inside" per far capire il concetto di questo lavoro, lasciarsi ammaliare dalla lenta e struggente armonia di "Goodbye", oppure i cambi di "Overtuned By Nature". C'è anche qualcosa che non convince come "Master Of The Grief" che richiama un po' troppo gli antichi fasti dei Tarchon, così come "Photograph" (nessun legame con i Leppard). Si chiude però in bellezza con "Thank You" e la ballata acustica "Another Day". Ottima prova ed eccelsa scelta dei pezzi, certo, un paio di brani un po' troppo tirati e, forse, forzati fanno lievemente perdere il filone hard rock melodico proposto, rimane il fatto che il nostro Luigi ha un gran talento che di certo non scopriamo oggi a livello vocale, ma lo scopriamo con grande euforia anche a livello di eccellente autore.

» 70/100 - Giacomo De Tomasi

Metallus ITA

[...] Il sogno e gli ideali di un uomo diventano quindi condivisibili da tutti, e si esplicitano in brani spesso diversi fra loro, orientati in generale verso un hard rock tradizionale, costruito con musicisti scelti proprio per le loro esperienze e il loro tocco ispirato a Deep Purple e Thin Lizzy (di cui Sange è grande estimatore). Il fatto di trovarsi quindi contemporaneamente di fronte alla celebrazione di un addio in ‘Goodbye’, a un’accusa verso chi vive lasciandosi trascinare, senza compiere scelte decisive, in ‘Too Late For The Show’, e alla sensazione di infinita piccolezza di fronte alle meraviglie della natura in ‘Overtuned By Nature’, è segno di una sfilata di valori in cui tutti si possono identificare. Ottimamente costruito a livello musicale, con due chitarre che si alternano negli assoli e sono messe ben in evidenza dalla produzione impeccabile, così come lo è il basso in alcuni episodi, forte soprattutto di una voce sempre precisa e coinvolgente, ‘Ready For The Show’ potrà piacere a un’ampia fetta di pubblico proprio per la sua fusione di generi, sensazioni ed emozioni diversi.

» 7,5 - Anna Minguzzi

Sleazenation BEL

The songs were written ten years ago by Sange and re-recorded, so now they are ready to be published and presented! After a short crowd intro, the first three numbers offer some exciting music. "Hate Sower", "The Demon Inside", and "Master Of Grief" are truly good melodic hard rockers, songs that show craftsmanship and allow the musicians to excel.One of the highest points of the album is the power ballad "Goodbye", starts slowly and then develops to the climax. "Wake Up Call" has a very 80's feeling, with razor guitars and a shouting chorus.The title track sounds pretty americanized, the riff and the solo remind me of earlier Dokken. "Overturned By Nature" is another highlight. Interesting lyrics and very well-built in the music, with two guitar solos that alternate and are clearly illustrated by the impeccable production."Thank You" has a rocking groove and a cool chorus. Especially on this track, the rhythm section is tight (big drums) and the guitar solo very retro."Another Day" is a simple and friendly song, just vocals and acoustic guitar. Very nice. Ready For The Show offers good songs in a creative melodic hard rock package.

» 7,5 - Tijs Dejonghe

Alone Music ITA

L’album, “Ready For The Show” risulta così un inno alle belve da palco incitate sulle note di quel hard rock che benedice i suoi seguaci con del sano power di guitar e back vocals da incitamento. Alcuni pezzi giocano con lo speed di esecuzione, “Too Late For The Show”, altri sull’impennata hard rock, “Let The Show Begin”, alcune su lidi più melodici e scanzonati come “Goodbye” e “Another Day” dove il ritratto di memorie ideali fa da sfondo alle azioni umane, buone o cattive che siano. Il full leght pare essere la ripresa di un concerto  visto la carica esplosiva che dà e trasmette al primo ascolto: sembra di trovarsi davvero al di sotto di un palco ed urlare a squarciagola inneggiati dalle chitarre sospese al di sopra della nostra testa!

» 7/10 - Dea Ortolani

Informazione Metal ITA

[...] Ne viene fuori quindi un disco intenso, ispirato, dotato di un impatto molto forte e di una presa facile, supportato da canzoni compatte ed incisive, capaci di rivolgere senza alcun intoppo lo sguardo al futuro, pur avendo le proprie fondamenta ben assestate in uno stile nel complesso datato. Piace di "Ready For The Show" la qualità delle singole canzoni, davvero eccellenti, ma spicca anche il notevole livello tecnico dei musicisti coinvolti, soprattutto se ci soffermiamo sul lavoro delle chitarre. Ottimo anche il lavoro effettuato in fase di produzione. "Ready For The Show" giova di un suono pulito, moderno e più che adatto alla proposta musicale dei Sange: Main: Machine. Gran bel lavoro!

» Maurizio Mazzarella 8/10

True Metal ITA

[...] Molto stimolante per concettualità ed impostazione lirica, “Ready For The Show” reca con se un carico non indifferente di pensieri filosofici di pregevole raffinatezza, in cui scenari sci-fi si confondono con un’osservazione critica e non di rado tagliente, della società odierna. Mondi paralleli, forme aliene impegnate nello studio dell’universo umano e delle infinite contraddizioni che lo caratterizzano, sono l’intelaiatura tematica di un album giocato nella sua interezza su sonorità hard con chiare e spiccate derivazioni heavy, lontane tuttavia dall’arcigno passato artistico del leader e fondatore. [...] L’idea di coniugare heavy rock con trame fantascientifiche non è di certo tra le più consuete, tanto più, quando i risvolti si presentano d’interessante spessore concettuale. Musicalmente “Ready For The Show” si rivela un prodotto di levatura accettabilissima, forse non competitivo in senso assoluto, ma meritevole di almeno un minimo d’attenzione.Addizionate tutte le componenti, insomma, un buon disco ed un debutto di valore.

» 71 - Fabio Vellata

Danger Dog UK

[...] Much of Ready for the Show is made palatable by Sange's backup which, curiously, includes members from Tarchon Fist. Listening to Thank You, Hate Sower, or Goodbye, I'm ready to give more kudos to Sange's supporting cast than to Sange himself. But isn't it true that a vocalist is only as good as the songs and players that support him? Sange's solo effort Sange Main Machine is an excellent start. Ready for the Show offers good songs in a creative melodic heavy metal package. Sange's Ready for the Show is worth your attention.

» 3,5/5 - Craig Hartranft

Encrucijada melodica

[...] Podríamos decir que se trata de un combo perfecto de melodías hardrockeras y otras tantas propias del Heavy Metal, algo que ya se advierte en el tercer track "The demon inside", capaz de gustarle tanto a fans del metal como a aquellos que les gusta el rock melódico. Por otro lado, se nota muchísimo la excelente calidad y virtuosismo de estos músicos, lo que hace a este trabajo muy recomendable, incluso para los oyentes más exquisitos. Está cuidado hasta el más mínimo detalle. Pero, claro... Estoy hablando de lo musical, ya que la portada deja mucho que desear y no parece tan apropiada para un album de tales características. Salvando esta cuestión, es un buen comienzo y nos deja ansiosos esperando un próximo trabajo. SANGE MAIN MACHINE tiene mucha tela para cortar.

» 83/100 - Pablo B

Stereoinvaders ITA

[...] ound fresco il loro, Hard n’ Heavy vicino al gusto anni Ottanta e che sa, in alcune suite, avvicinarsi anche a tonalità più moderne. Parliamo di quella scuola musicale made in Skid Row, Bon Jovi e Crying Steel; approcci piuttosto veloci e pimpanti che poi sanno sfumarsi in ballad romantiche e coinvolgenti. Lavoro a 360°, che saprà catturare l’attenzione di chi ama l’Old School e di chi pretende anche toni più attuali, a livello di produzione e resa dei suoni. I brani scorrono via grintosi, con ottimi assoli della chitarra ed un comparto ritmico robusto ed all’altezza. Impossibile restare indifferenti al sound ed alle melodie di questi ragazzi, adrenalina che sale in corpo e che diventa pugno robusto su terra brulla. Il colpo inferto creerà una spaccatura dentro di voi, un fiume di passioni che sgorgherà e verrà alimentato da una sorgente che si chiamerà “Ready For The Show”. Siete pronti allora per lo spettacolo? L’elettricità prodotta sarà stimolo a picchiare i piedi per terra, materia conduttrice diventerà la passione per il Metal e per quei suoni tanto cari all’incandescente e puro Heavy anni Ottanta.

»7,5 - Thiess

Heavy Sound FRA

Après une courte intro, "Let The Show Begin", le morceau "Hate Sower" prend le relais, les gaillards font dans le Hard Rock typé 80, un Hard Rock de bonne facture qui plus est, la voix du leader du groupe convient parfaitement au registre, la basse de Tiziano DESIATI excelle dans un passage en solo. Continuons avec "The Demon Inside", du bon gros riff à la coloration Heavy, le duo de guitaristes formé de Lucio MARTELLI (ex. TARCHON FIST) et Fabrizio GANGEMI assure sacrément bien, en plus la production est béton, que demander de plus... En fait la quasi- totalité de l’album a été écrit par le chanteur, et j’avoue que celui-ci a de bonnes idées, la ballade "Goodbye" s’inscrit dans la droite lignée de la vague Hard U.S, rien à jeter. "Wake Up Call" s’inscrit dans la lignée du premier album de SKID ROW, du gros riff bien énervé, des harmoniques sifflantes, bref, tout est là, ce morceau va tout exploser sur scène, d’autant plus que les deux gratteux se partagent le solo : tout simplement superbe. Un titre comme "Too Late For The Show" à une influence proche d’un DOKKEN (avec une voix différente, bien sur). Même si certains morceaux comme "Overturned By Nature" ou "Photograph" tiennent un peu moins la route, il faut bien avouer que ce premier album est largement au dessus du lot et que cet opus regorge de bonnes idées, pour moi la sentence est sans appel : SANGE:MAIN:MACHINE est bien prêt pour le show...

» 8/10 - Ced

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